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2 aprile 2008
GRAZIE RICCARDO !!!!!
COLGO L'OCCASIONE PER RINGRAZIARE IL MIO CARO AMICO RICCARDO DI TORINO, TIFOSISSIMO GRANATA, CHE SI è RECATO PERSONALMENTE PER ME AL CENTRO SPORTIVO SISPORT PER FARMI FARE UN'AUTOGRAFO CON DEDICA DAL GRANDE ALESSANDRO ROSINA !!!!  GRAZIE RICCàààààààààà ! Ne terrò conto !






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18 marzo 2008
E' ARRIVATO IL DOTTOREEEEEE!
Con immenso piacere torno a scrivere sul mio blog, purtroppo, abbandonato a sé stesso da un paio di mesi. I motivi però erano piuttosto validi. Avevo la necessità di dedicarmi completamente ai miei studi universitari per conseguire un grande traguardo:
la LAUREA in MARKETING E COMUNICAZIONE!
Ebbene sì, ci sono riuscito. Ho messo da parte la mia vita privata per poter raggiungere l'obiettivo che mi ero preposto. Il 14 Marzo 2008 lo ricorderò per sempre !! E' il giorno in cui la mia vita riparte da un gradino più alto e verso nuovi orizzonti. Per me che non avevo grandi intenzioni di studiare nella mia vita, anche se grandi capacità e talento, l'aver conseguito in tale traguardo è sinonimo di grinta e volontà. Ecco perchè ho voluto anche festeggiare alla grande. Tre giorni di auguri, brindisi e regali, come non mai !Ci tengo a ringraziare tutti coloro che hanno condiviso con me questo splendido momento. Più di 40 gli amici presenti alla mia festa. Una grande dimostrazione d'affetto. Adesso non mi resta che mettere  a punto le mie competenze professionali ed entrare a far parte del mondo del lavoro. Speriamo il prima possibile. Da oggi non sono più uno studente, aimè , ma un disoccupato. Ma preferisco essere chiamato DOTTOREEEEEEEEE!!
AD MAIORA !!!!






ANCHE LA MIA CUGINA ROMANA....PRESENTE


TUTTI GLI UOMINI DEL.............DOTTORE !!!




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11 febbraio 2008
Totti: "L'Inter non ruba.Ma qualcosa sotto c'è"
Il capitano giallorosso a Sky: "La squadra di Mancini è forte, i giocatori vincono sul campo e sono bravi. Ma un pizzico di sudditanza psicologica penso ci sia. Non penso che l'Inter faccia quello che ha fatto la Juve, però sbagliare sempre dalla stessa parte ti fa pensare"
Francesco Totti, capitano della Roma. Reuters
Francesco Totti, capitano della Roma. Reuters
MILANO, 11 febrraio 2008 - Esiste "sudditanza psicologica" degli arbitri nei confronti dell’Inter. E’ il pensiero del capitano della Roma, Francesco Totti, intervenuto ai microfoni di Sky. "Io penso che un pizzico di sudditanza psicologica ci sia; tutti hanno paura a parlare male in questo momento dell’Inter, se avessero il coraggio e la lealtà di dire quello che vedono sarebbe tutto più facile. Invece negano, e negare l’evidenza penso che sia molto difficile".
MANOVRE - Totti non vuole però parlare di manovre della società nerazzurra: "Penso che l’Inter non c’entri niente; i giocatori vincono sul campo e sono bravi. Anche se qualcosa sotto penso che ci sia, nel senso che hanno piccoli aiutini. Penso che questo c’è stato e ci sarà sempre: accadeva con la Juve, ora c’è l’Inter. Anche se non penso che l’Inter faccia quello che ha fatto la Juve, in quel caso sono uscite le intercettazioni e abbiamo capito la verità, non penso che l’Inter faccia la stessa cosa, loro vincono sul campo.
SBAGLI - Il capitano giallorosso conclude: "Gli arbitri possono sbagliare, non è semplice dirigere novanta minuti e non fare errori. Però sbagliare sempre dalla stessa parte un po’ ti fa pensare, non voglio dire che rubano le partite, ma tu ti alleni tutta la settimana e poi sai che, perché sono forti o succede qualcosa, vincono sempre".
gasport

Caro Francesco, ma quando capirete che Moggi comanda ancora e si sta divertendo alle spalle dell'Inter????? Adesso sa che non può aiutare la juve perché non basterebbe, quindi la fa passare da vittima e cerca di sminuire la vittoria dell'Inter. Vedrete che quando la juventus sarà davvero competitiva per lo scudetto o qualora gli servano i punti per accedere alla champions league, come fioccherano i favori per la juve. E' possibile che non se ne accorge nessuno. Fino a poco tempo fa Collina era un martire, adesso tutti ad attribuirgli le colpe. Giornalisti venduti e manovrati! Vergogna!




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25 gennaio 2008
film: SIGNORINA EFFE
Molte volte ci emozioniamo per le cose più semplici e scontate della vita, come altrettante volte, ci lasciamo catturare il cuore da uno sguardo così profondo da perdere il legame sensibile con la vita stessa. Questi vorticosi stati, all’apparenza ostili e lontani, si ritrovano allocati armoniosamente nel sorriso magico ed irreale di Valeria Solarino…Per questo ed altri infiniti motivi, penso che sia un film da vedere…

tratto dal commento di Patch su  http://www.mymovies.it/pubblico/articolo/?id=257679

Concordo con te Patch! Sicuramente sul mio blog la Solarino sarà il volto cinematografico dell'anno!



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14 gennaio 2008
Ancelotti: "No a Dinho.Noi abbiamo già Pato"
Il tecnico del Milan si coccola il giovane brasiliano, ieri sera in gol all'esordio, e non solo: "A sprazzi ha dimostrato tutto quello che sa fare: grande velocità, coordinazione e rapidità al tiro. Ma più di tutti mi ha sorpreso Ronaldo"
 L'esultanza di Pato per il gol del 5 a 2 rossonero. Ansa
L'esultanza di Pato per il gol del 5 a 2 rossonero. Ansa
MILANO, 14 gennaio 2008 - "Ronaldinho non arriverà, abbiamo Pato". Carlo Ancelotti si coccola il suo nuovo gioiello, che ieri ha esordito col botto. Un gol contro il Napoli nella prima gara con la maglia rossonera: il 18enne è stato promosso a pieni voti. "È un ragazzo molto freddo, molto maturo. Aveva tanta voglia di giocare, ha gestito la situazione con grande tranquillità", racconta il tecnico del Milan ai microfoni di Radio Anch'io Sport. "Io gli ho dato solo la sicurezza che avrebbe giocato appena risolti i problemi burocratici. Prima della partita non gli ho detto assolutamente niente: non aveva bisogno di sollecitazioni particolari", prosegue Ancelotti. "A sprazzi, ha dimostrato tutto quello che sa fare: grande velocità, coordinazione e rapidità al tiro. Questo è Pato". Il debutto del teenager ha coinciso con lo show, per certi versi inatteso, di Ronaldo. Il numero 99 finalmente ha superato i problemi muscolari che lo hanno condizionato nella prima metà della stagione. "Pato ha trovato una sponda giusta: la prestazione di Ronaldo è stata la più sorprendente, visto che arrivava da una lunga inattività. Dal punto di vista fisico non è stato straordinario, ma la classe è sempre la stessa".
RONALDINHO NON ARRIVA - Con una punta in più a disposizione, il Milan è destinato ad abbandonare il tradizionale schema ad "albero di Natale": "Abbiamo perso un po' l'abitudine a giocare con 3 attaccanti. Ora dobbiamo ritrovare un po' più di equilibrio: ci riusciremo con il lavoro. Abbiamo molti impegni, a gennaio giocheremo ogni 3 giorni. È importante avere tutti i giocatori a disposizione per poter alternare gli uomini. In alcuni momenti abbiamo avuto solo 2 attaccanti e questo ci ha penalizzato, soprattutto in certe gare casalinghe. In molti match abbiamo potuto schierare attaccanti potenti ma poco abili negli spazi stretti". L'arrivo di Pato toglierà inevitabilmente spazio agli altri elementi del reparto offensivo. "Tutti potranno dare il loro contributo: non si può pensare che Ronaldo giochi tutte le partite". Messaggi per Gilardino: "È giovane, ha dalla sua parte l'età e la freschezza". Una battuta per Filippo Inzaghi: "Ora ha qualche problema. Abbiamo fatto un accordo, giocherà solo le finali...". Da qui a giugno si vedrà un Milan a trazione anteriore. "La filosofia della società è sempre stata la ricerca di un gioco redditizio e divertente. Ci proviamo sempre, tenendo presente che l'equilibrio è la base per ottenere successi".
NEW ENTRY A GIUGNO - Molti dicono che la squadra è vecchia... "La base della squadra ha l'età giusta. L'ossatura base ha sui 28 anni, è ideale per esperienza. Poi piano inseriamo questi giovani. C'è Gorcouff che sta crescendo molto bene. Il prossimo anno smetteranno giocatori importanti e qualche innesto sarà inevitabile. Ma l'ossatura resta affidabile. Maldini ha preso la sua decisione, deve essere rispettata. Sta facendo molto bene anche in un ruolo che dal punto di vista fisico gli dà qualche problema, lo fa da capitano. Ha vinto anche l'Intercontinentale, che non aveva mai vinto". Le piace il "terzo tempo"? "Credo che debba essere obbligatorio all'inizio. Lo ritengo una cosa utile che stempera gli animi prima delle interviste. Poi deve diventare spontaneo. È solo una questione di abitudine".
gasport

Permettetemi di dissentire. Ok Pato ha i numeri del fenomeno, ma una vittoria in casa contro il Napoli non basta per cancellare i mali di un'intera stagione. Ronaldinho è una priorità, nonchè una promessa del presidente e non deve saltare il suo arrivo. Ronaldo è un grande goleador ma fare affidamento su di lui non è possibile. Fisicamente non convince ed ha già 31 anni. Vada per Zambrotta, ma Ronaldinho è imprescindibile.




permalink | inviato da mexicangol il 14/1/2008 alle 14:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
4 gennaio 2008
Toni: 'Avevo firmato con il Milan'
 
 

Caro Toni, come arriverà l’Italia agli europei?
«Carica, molto carica. Ho sentito in giro tanta voglia di far bene. Gli avversari ci aspettano al varco, sentiamo tutta la responsabilità sulle nostre spalle. La qualificazione non è stata semplice da ottenere ma l’abbiamo guadagnata alla grande».

Era già pronto il patibolo per Donadoni...
«Non era facile arrivare dopo Lippi, per chiunque si fosse trovato al posto dell’attuale ct. Piano piano, giorno dopo giorno, senza mai alzare la voce, Donadoni è riuscito a conquistare tutti: la critica, il pubblico, e anche noi azzurri. A Glasgow la serata migliore: lì ho rivisto l’Italia mondiale».

Quali sono le virtù del ct?
«Ha la cultura del lavoro. A ogni raduno ci rimpinza di esercizi che sembrano banali, e invece servono».

A proposito di Glasgow: è stato il suo capolavoro?
«L’ho decisa col gol iniziale ma è niente in confronto al mondiale, alla serata dei due gol contro l’Ucraina e alla finalissima di Berlino. Forse il ricordo è annacquato dal tempo ma contro la Francia presi una traversa, mi tolsero un gol per un fuorigioco di millimetri. Poi non tirai i rigori. Meglio così: tra me e Iaquinta dovevamo decidere chi avrebbe calciato il sesto. Per fortuna non è servito, ne avevo sbagliato più di uno».

Non vinciamo un europeo - l’unico - dal ’68; nelle altre edizioni qualche brutta figura e la finale sfortunata di Rotterdam. Bisogna attendersi un altro scandalo per rivincere?
«Fosse per noi saremmo disposti al sacrificio. La verità è che noi italiani siamo fatti così: qualcuno mi ricorda che persino nel ’38, a Parigi, ci fu bisogno dei fischi degli anti-fascisti per rivincere il mondiale».

Il girone con Romania, Olanda e Francia non promette granché...
«Vorrei arrivare alla sfida con i francesi con la qualificazione in tasca. Non è un girone di ferro ma di acciaio, comunque ce la giocheremo».

Sa cosa dice Platini? Dal ’78 non ci battete sul campo...
«Riferiteglielo: vincere ai rigori è stata una goduria».

A proposito di Nazionale: Platini apre ai rimborsi per i club...
«Io sono orgoglioso di andare in Nazionale. E un infortunio può capitare sempre. Perciò sono contrario a questo sviluppo».

A proposito di estero: come è stato accolto in Germania?
«Bene. L’italiano è sempre un po’ invidiato: perché da noi ci sono i musei e le città turistiche, perché da noi si mangia divinamente, perché la nostra moda detta legge. I locali più belli e meglio frequentati, a Monaco di Baviera, sono gestiti da italiani. Ai tedeschi piace il carattere nostro, estroverso».

Come se la cava con la lingua?
«Io studio ma è dura imparare il tedesco. Con Rummenigge parlo l’italiano, con il mister me la cavo con qualche parola d’inglese, quando c’è bisogno di lunghi discorsi faccio ricorso a un giovane interprete».

Ma il calcio tedesco, com’è?
«È una favola per il ridotto peso di pressioni nei confronti dei giocatori. Pensi, noi andiamo allo stadio 50 minuti prima del fischio, a volte con auto propria. I ritiri sono aperti, possiamo ricevere amici e parenti. A Brema, il nostro derby, sud contro nord, abbiamo vinto 4 a 0: da noi sarebbe finita con una contestazione per il Werder, in Germania con applausi per tutti».

Ha un nome da segnalare?
«Fossi un dirigente prenderei al volo Diego del Werder: è forte forte, un fantasista».

Cosa ha scoperto di positivo nella Bundesliga?
«Una gran bella qualità. Se fai un gol nei primi 30 minuti al tuo avversario, è fatta. Perché poi si aprono e vengono avanti per pareggiare. In Italia, le difficoltà cominciano quando giochi in casa: per fare un gol diventi matto e, quando succede, l’avversario non si apre».

Il suo tecnico, Hitzfeld, ha comunicato che lascia a giugno: dispiaciuto?
«Non lo sapevo, è un uomo vecchio stampo, capace di tenere unito il gruppo. Con me non parla molto ma è bravissimo a gestire i momenti negativi».

Nessuna nostalgia allora del nostro calcio?
«Da noi il livello più alto è quello tattico e organizzativo. Abbiamo allenatori bravi».

Guardando alle sue spalle: come va la concorrenza?
«Ne vedo due: Pazzini e Bianchi. Uno ha bisogno solo di sbloccarsi, di acquisire fiducia, l’altro è finito in Inghilterra, non lo seguo».

In Italia, nel calcio, comanda Milano: com’è il derby visto da Monaco?
«L’Inter è la più forte del reame: ha una marcia in più rispetto a Roma e Milan. E appena avrà qualche episodio a suo favore, farà strada anche in Champions. È più forte del Milan e non lo dimostra solo l’ultimo derby».

Nonostante il mondiale per club?
«Quello che conta è la Champions, il mondiale meno: laggiù al 90% si impongono le squadre europee, sono le più competitive».

Sarà, ma Kakà ha fatto collezione di premi mentre Ibrahimovic è stato ignorato...
«Merito del Milan e dei suoi tre successi. Appena l’Inter vincerà la coppa dei Campioni, toccherà a Ibrahimovic».

Tra i due chi è più forte?
«Ibrahimovic».

Lei, caro Toni, è stato vicinissimo a Inter, Juve e Milan: con chi voleva giocare?
«Due anni fa la trattativa con l’Inter sapete come finì. Poi sono stato a due passi dalla Juve. Con il Milan avevo già firmato addirittura. Se è per questo, ai tempi della Lodigiani, sono stato in trattativa anche con la Roma».

 (Il Giornale)

E chi non lo ha più voluto??? lo stesso che non ha voluto Ribery e Buffon. oggi avremmo avuto questa squadra, niente male:

---------------------------------------------BUFFON--------------------------------------------

---------ODDO--------NESTA-------------KALADZE-----------JANKULOVSKY----------

---------------------GATTUSO------------PIRLO------------SEEDORF--------------------

-------------------------------------KAKà-----------RIBERY-----------------------------------

-----------------------------------------------TONI-----------------------------------------------

Anche se qualora arrivasse Ronaldinho e Amauri o Shevchenko sarebbe perdonato :)




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23 dicembre 2007
Inter-Milan 1-2 .... a tavolino !
Ormai ne ho piene le scatole, queste sono le giornate che mi vergogno di essere un cittadino italiano e vedere certe situazioni ! Credo che il Milan abbia fatto una buona partita, non ha meritato di perdere. Purtroppo è stato sfortunato a causa degli infortuni occorsi a Inzaghi e Seedorf che già al 60 hanno costretto il milan ad eseguire i 3 cambi e soprattutto non ha al momento un portiere all'altezza che ha regalato i due gol all'inter negli unici 2 tiri in porta.
 Ma lo scandalo è ben prima e si chiama: MORGANTI. Il rigore che ha fatto finta di non vedere è vergognoso, qualcosa che mi fa venire il vomito, un rigore così netto che anche i racchettapalle seduti dietro i cartelloni pubblicitari hanno visto !! Sarebbe stato 0-2 e ho detto tutto ! E questa è la grande inter????  Ma fatemi il piacere !!!! Questa squadra contro un milan a metà servizio che non ha riserve adeguate ha dovuto chiedere l'aiuto dell'arbitro per vincere !! Mi consolo almeno con un Ibrahimovic annullato da Nesta.
VERGOGNA !!!
VERGOGNA !!!
VERGOGNA !!!
VERGOGNA !!!
VERGOGNA !!!
VERGOGNA !!!
VERGOGNA !!!



permalink | inviato da mexicangol il 23/12/2007 alle 17:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
20 dicembre 2007
Ecco la nostra politica.......di m......
Berlusconi: "In Rai chi si prostituisce e tutti raccomandati"

Un attacco durissimo alla Rai arriva da Silvio Berlusconi. L'ex premier usa parole a dir poco pesanti: "In Rai sono tutti raccomandati, a partire dal direttore generale (Claudio Cappon). Ci lavora solo chi si prostituisce e chi è sinistra". Il Cavaliere reagisce così all’intercettazione telefonica pubblicata sul sito de l'Espresso con Agostino Saccà. "Non l’ho ancora sentita ma non c’è niente di preoccupante, salvo il fatto che siamo in un paese in cui non c’è più libertà. È un attacco violento, una cosa davvero criminale. Sono esposto al pubblico ludibrio senza motivo".
"Voglio essere chiaro: lo sanno tutti nel mondo dello spettacolo, in certi situazioni, in Rai, si lavora soltanto se ti prostituisci oppure se sei di sinistra", ha detto Berlusconi, sottolineando che "in Rai non c'è nessuno che non sia stato raccomandato, a partire dal direttore generale che non è certo stato scelto attraverso una ricerca di mercato""
Di fronte ad accuse indiscriminate e dai toni inaccettabili, la Rai ribadisce la piena fiducia nei propri dipendenti e collaboratori, nelle loro capacità professionali e nel loro costante e reale impegno per il miglioramento del servizio pubblico radiotelevisivo", riporta una nota diffusa dalla Rai in replica alle dichiarazioni di Berlusconi.Le nuove intercettazioni pubblicate delle conversazioni tra Silvio Berlusconi e Agostino Saccà "confermano sempre di più la necessità di accelerare la riforma del sistema radiotelevisivo". E' quanto osservano fonti di Palazzo Chigi, dopo aver ribadito che "se la magistratura deve indagare lo deve fare, ma mai dimenticando le garanzie costituzionali".Intanto i legali dell'ex premier, Niccolò Ghedini e Michele Cerabona, sono pronti ad avviare azioni giudiziarie. "Ad appena 24 ore dal deposito degli atti alla difesa - scrivono in una nota - sul sito del quotidiano la Repubblica e del settimanale l’Espresso vi sono già delle intercettazioni di conversazioni, addirittura in audio, fra il presidente Berlusconi e il dottor Saccà. Dopo la clamorosa ed evidente violazione del segreto d’indagine avvenuta nei giorni scorsi e sulla quale sta investigando la Procura della Repubblica di Napoli, non è dato comprendere come sia pervenuta anche la versione audio al quotidiano, in ulteriore violazione di legge. Abbiamo provveduto a un immediato esposto al Garante della Privacy e provvederemo altresì ad ogni conseguente azione giudiziaria in merito".

L'attrice Camilla Vittoria Ferranti, "come già ampiamente dichiarato e dimostrato, non è stata indicata ad Agostino Saccà dall'onorevole Silvio Berlusconi ed era già stata valutata idonea a seguito di un provino effettuato, in giorni in cui Saccà era fuori Italia, e senza che ne fosse a conoscenza". Si legge in una nota diffusa dall'avvocato Marcello Melandri, difensore dell'ex responsabile di Rai Fiction sotto inchiesta a Napoli. "In relazione alle notizie apparse su alcuni quotidiani - fa sapere il penalista - e con riferimento alle presunte e assolutamente infondante ipotesi corruttive, è stata immediatamente presentata alla procura della Repubblica una denuncia contro ignoti per calunnia".

   www.libero.it
Vi invito ad ascoltare la telefonata intercettata a questo link:
http://canali.libero.it/affaritaliani/politica/berlusconifurioso201207.html?pg=1

Questa è la nostra politica: favori a destra e a manca per arrivare al potere. Berlusconi che raccomanda in rai una pseudoshowgirl  per fare un favore ad un senatore e far cadere il governo. Vergogna!!! La politica di questo paese fa schifo!!!


    



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18 dicembre 2007
Moggiopoli atto 2°:Juventus e Figc.Moggi manovrava così
Suggerimenti sulla linea da tenere su Deschamps, chiacchierate con Bettega per sistemare Gheddafi, dialoghi con i funzionari della federazione, suggerimenti a Cairo. Ecco il contenuto delle ultime intercettazioni
Luciano Moggi, 70 anni, al centro dello scandalo calcio. Ap
Luciano Moggi, 70 anni, al centro dello scandalo calcio. Ap
MILANO, 18 dicembre 2007 - Un Moggi sempre bianconero, un Moggi che si sente ancora di lavorare per la Vecchia Signora, un Moggi che si tiene stretto i rapporti con pezzi di Federcalcio. È questo il quadro che emerge dalla prima lettura della informativa depositata al Gup. Quattrocentosette pagine, tanto è lunga la seconda e per ora ultima informativa delle seconda sezione Roma dei carabinieri del nucleo operativo di via in Selci. "Dalle risultanze acquisite — scrivono gli investigatori — emerge come Moggi abbia continuato a esercitare la sua attività e la sua influenza su alcuni settori del mondo del calcio, mantenendo attivi i suoi interessi". Tante le telefonate intercettate di Luciano Moggi, ma anche dei suoi più stretti collaboratori e amici tra ottobre 2006 e maggio 2007.
MOGGI E LA JUVE Bisogna arrivare alle telefonate con Alessio Secco per capire fino a che punto Luciano Moggi abbia ancora le idee ben chiare su quello che la squadra debba fare. Detta a Secco i passi da compiere egli suggerisce come difendere l’allenatore dagli attacchi. È come se parlasse un dirigente momentaneamente sospeso, non uno con 5 anni di squalifica e la proposta di radiazione. Anche le telefonate con Roberto Bettega sono significative: troppi gli anni in cui si è combattuto spalla a spalla per non avere tanto da raccontarsi, da commentare. Soprattutto si parla di Al Saadi Gheddafi, il figlio del Colonnello libico, parcheggiato alla Sampdoria. "L’ingegnere si è lamentato perché s’era dimenticato che mercoledì si gioca", gli dice Bettega.
RAPPORTI CON LA FEDERCALCIO Parlano al telefono con Moggi anche tre consiglieri federali, Gabriele Gravina, Carlo Tavecchio e William Punghellini. Telefonate di diverso tenore. Punghellini raccoglie lo sfogo dell’ex d.g. bianconero per le sentenze e commenta che "le pressioni le hanno fatte su altri". Parla addirittura di pressioni venute da "molto in alto". Gravina chiacchiera amabilmente del ruolo di direttore generale della Federcalcio — all’epoca il posto era occupato da Virginia Filippi che si è dimessa lo scorso novembre —; Tavecchio fa due chiacchiere lamentandosi che Moggi non lo avesse chiamato prima. I rapporti sono sempre strettissimi e i magistrati napoletani Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci vogliono vederci chiaro. Le prime 23 pagine dell’informativa depositata il 12 dicembre in cancelleria dal Gip Eduardo De Gregorio, sono riservate a Nello De Nicola — ex braccio destro di Moggi ai tempi della Juventus e all’epoca delle intercettazioni all’Ascoli — che viene intercettato anche mentre chiede e fissa un appuntamento con il presidente della Figc Giancarlo Abete, ma allora non era ancora stato eletto. L’incontro è fissato sulla Prenestina la sede degli uffici dell’azienda di famiglia degli Abete, si parlerà di immobili.
FUNZIONARI FIGC Interessante lo scambio di telefonate tra Giulio Pazzanese funzionario Figc addetto alla biglietteria delle Nazionali e Armandino Aubry, autista di fiducia di Moggi. I due chiacchierano amabilmente dell’arbitrato presso la Camera di conciliazione del Coni (siamo in febbraio 2007). Pazzanese conferma ad Armandino che Moggi non avrà sconti.
DIRIGENTI SPORTIVI Moggi chiama Urbano Cairo per criticare la gestione del Torino; ma raccoglie anche lo sfogo di Rino Foschi (Palermo) che si lamenta del fatto che la Gazzetta si ostini a chiamare Moggiopoli quello che è successo nel calcio. Si parla di mercato con Fabrizio Lucchesi e Imborgia. Si parla di biglietti da dare gratis anche con il dirigente della Roma Daniele Pradé.
SIENA Nell’informativa si chiarisce che Moggi cercava di acquisire il Siena, ma che l’operazione non gli riesce. Sarà per questo soddisfatto l’azionista di maggioranza Lombardi Stronati che ieri tramite l’avvocato Grassani ha presentato un esposto alla Procura federale e che ha precisato: "Con Moggi non ho mai parlato prima della cessione del Siena. Non lo conoscevo e da lui ho avuto solo un attacco dalle colonne di Libero".
Maurizio Galdi
www.gazzetta.it



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17 dicembre 2007
Berlusconi: "Calciopoli?Tutta una montatura"
Il Milan è sbarcato alla Malpensa. Il presidente è salito sull'aereo per salutare i giocatori. Poi l'affondo: "Avete capito o no che Calciopoli è stata tutta una montatura? Qualche club aveva influenza e l'ha fatta valere, e noi abbiamo perso qualche scudetto"
Il presidente Silvio Berlusconi, tra Paolo Maldini e Carlo Ancelotti, con la Coppa del mondo. Ap
Il presidente Silvio Berlusconi, tra Paolo Maldini e Carlo Ancelotti, con la Coppa del mondo. Ap
MALPENSA (Varese), 17 dicembre 2007 - Con qualche minuto di anticipo rispetto alla tabella di marcia, il Milan campione del mondo è atterrato alla Malpensa reduce dal Giappone. L'aereo della Japan Airlines con a bordo la squadra e lo staff si è diretto nell'area dove ad attendere la squadra c'era anche Silvio Berlusconi. Il presidente è arrivato a bordo del suo elicottero in pista. "Li abbraccerò uno per uno, anche quelli che non hanno giocato, perché se lo sono meritato", aveva promesso. E così è stato. Ma prima c'è stato il suo affondo: "Avete capito o no che Calciopoli è stata tutta una montatura? Qualche club aveva influenza e l'ha fatta valere, e noi abbiamo perso qualche scudetto".
FESTA - Berlusconi è infatti salito sull'aereo per salutare i rossoneri. Ad attendere la squadra in pista, oltre a numerosi giornalisti, teleoperatori e fotografi, c'erano anche molti dipendenti aeroportuali. Quindi il presidente con Carlo Ancelotti e Paolo Maldini si sono affacciati per primi sulla scaletta dell'aereo. Berlusconi ha alzato la coppa e l'ha passata al capitano e al tecnico.
IL DERBY - "Com'è tenere in mano una coppa? Ormai è un'abitudine - ha sorriso Berlusconi - ma è una sensazione meravigliosa. Dà un immenso piacere questa vittoria, che vuol dire che continueremo a essere protagonisti. Abbiamo passato vent'anni di sogni e leggende e speriamo di viverne altrettanti", ha continuato Berlusconi, secondo il quale quest'ultima vittoria può essere utile a correggere la marcia in campionato: "Finora abbiamo avuto anche sfortuna, ma questa è una stagione meravigliosa e questa ittoria ci darà la spinta per cominciare la rincorsa ai primi posti. Certo non al primo perché quello è ppannaggio dell'Inter. Evviva". E a proposito di Inter, si è parlato anche dell'imminente derby. Il Milan ce la può fare? Lapidaria la risposta: "Per battere l'Inter nel derby, il Milan deve fare il Milan".
BRINDISI CON MORATTI - "Oggi mi ha telefonato Massimo Moratti per fare i complimenti a me e alla squadra", ha detto Berlusconi mentre attendeva l'aereo. "Ci siamo dati appuntamento per domenica 23 quando ci sarà il derby. Quel giorno - ha aggiunto - innalzeremo i calici per il Milan e per l'Inter, noi campioni del mondo loro in testa al campionato, e brinderemo anche alla città di Milano".
TIFOSI - Numerosi tifosi che hanno seguito la comitiva rossonera a Tokio sono scesi dall'aereo della Japan Airlines con uno striscione con disegnati il numero 18, ovvero il numero dei trofei internazionali vinti dai rossoneri, e l'immagine della coppa del Mondo per club.
GIOVEDI SI FA FESTA - Dopo l'arrivo, la comitiva si è allontanata dall'aeroporto a bordo di un pullman, e poi c'è stato il "rompete le righe". Berlusconi a sua volta ha lasciato l'aeroporto sull'elicottero a bordo del quale era arrivato. I tifosi in attesa allo scalo di Malpensa erano pochi, sia per l'orario, sia per il clima molto rigido, sia perché sapevano già che non avrebbero avuto modo di vedere da vicino i loro campioni. Giovedì sera, primo appuntamento tra i tifosi e la coppa del Mondo per club a San Siro, dove è in porgranna Milan-Catania di coppa Italia.
www.gazzetta.it
"Avete capito o no che Calciopoli è stata tutta una montatura? Qualche club aveva influenza e l'ha fatta valere, e noi abbiamo perso qualche scudetto".
Parto da queste dichiarazioni 
quanto mai CORRETTE E VERITIERE alla luce di ciò che è accaduto fino ad oggi. Può sembrare essere terminato il caso Moggi, ma in realtà cosi non è. Proprio in mattinata una pagina intera della gazzetta dello sport riportava che Moggi in realtà non hai mai smesso di lavorare per la juve e che calciopoli è continuata e continua ancora stando alle nuove intercettazioni 2006-2007. Ma non finisce qui, si parla anche di sentenza sportiva camuffata visto che Moggi è stato avvistato dalle telecamere di un hotel mentre di notte si accingeva ad entrare nella camera del consiglio regionale (se non erro) per un summit con alcuni suoi COLLEGHI per SISTEMARE LA SENTENZA! Per di più, per gli inquirenti dietro il no della juve alla Fiorentina per Nocerino si cela l'ombra di Big Luciano che avrebbe anche aiutato Siena e QPR.
Come lo stesso articolo riportava, non appena usciranno tali intercettazioni ne vedremo delle belle........
P.S.:MUGHINI SEI AVVISATO. è INUTILE CHE CONTINUI CON IL TUO TENTATIVO DI FAR CREDERE CHE NON C'è STATO ALCUN SISTEMA A FAVORE DELLA JUVE, TANTO I FATTI PARLANO O MEGLIO LE INTERCETTAZIONI PARLANO. SOLO DEGLI STUPIDI E COGLIONI POSSONO CREDERTI.
ALLA TUA AFFERMAZIONE : "LA JUVE VINCEREBBE IL 30° SCUDETTO" NEANCHE GIGI BUFFON TI HA APPOGGIATO, PERCHé lui sa che in realtà uno scudetto VERO non l'hanno mai vinto a discapito di chi ne ha persi un paio (Milan e inter in primis)!!!



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16 dicembre 2007
KAKAMPIONI DEL MONDO !!! IL MONDO AI PIEDI DI KAKà E INZAGHI !
I


YOKOHAMA (Giappone), 16 dicembre 2007 - Tutti ai piedi del Milan. Per la quarta volta campione del mondo. E di Kakà, ancora una volta interprete di una gara sontuosa che amplifica la sua grandezza. L'impero colpisce ancora grazie alla classe e a un'esperienza contro la quale gli argentini non possono nulla. Un primo tempo spigoloso in cui a Inzaghi replica Palacio. Una ripresa spettacolare dove Pippo replica, Kakà illumina e Nesta si toglie una grande soddisfazione. E' la serata di Maldini. E' l'ennesimo trionfo di Pippo Inzaghi che si regala una doppietta e si conferma il più spietato attaccante vivente: mai nessuno prima di lui aveva segnato in ogni tipo di competizione. Il Milan con il trionfo di Yokohama conquista la sua diciottesima coppa e diventa la squadra più titolata al mondo.
TATTICA - Daniele Bonera e Paolo Maldini esterni in difesa; Filippo Inzaghi in attacco. Ecco le tre varianti rossonere anti-Boca, rispetto alla gara contro l'Urawa. Una sola quella del Boca rispetto alla semifinale con l'Etoile di Sahel: Gonzalez al posto di Vargas. Squadra tosta quella argentina: orgogliosa, che fa della disciplina tattica la sua arma migliore. Alla qualità e all'esperienza del Milan oppone il gruppo, la furbizia e la compattezza. I rossoneri partono con il piglio giusto: prendono le misure e si affidano alle cavalcate di Kakà. Il brasiliano in mezzo è una furia incontenibile. Peccato che non possa contare sui supporti di fascia. Bonera, che è stato messo per contenere, e Maldini non spingono e i rossoneri sono costretti a marciare centralmente, faticando più del dovuto per il pressing sull'uomo degli argentini.
PAZZESCO PIPPO - C'è subito Inzaghi. E lo dimostra al 5' con velenoso diagonale che sfiora il palo alla destra di Caranta. Ma il Boca non si fa spaventare. Scaltro e veloce sfrutta la superiorità numerica a centrocampo, dove Seedorf non supporta, mettendo in crisi gli interditori di reparto. Spinge il Boca e Dida fa venire i brividi all'11' con un'uscita a vuoto. Ma il Milan non si scompone; Ancelotti varia il modulo trasformandolo in un 4-3-1-2, con Kakà che va a spalleggiare Inzaghi e Seedorf dietro le punte. Al 23' arriva il gol. Dopo l'ennesima proiezione, Kakà va a sbattere su un difensore, sulla respinta tocca per Inzaghi che non sbaglia. Ma l'onda dell'entusiamo si trasforma in uno tsunami, perché il Milan ripropone immagini già viste. La difesa infatti si scioglie al 23' su un innocuo angolo corto e sul cross successivo in cui Palacio ha tutto il tempo di intervenire di testa, in mezzo a 6 rossoneri immobili, e battere Dida. Un atteggiamento sconcertante ribadito al 26' quando Gonzalez, indisturbato di testa sfiora il palo. Partita difficile. Il Milan paga la mancanza di gioco sulle fasce e allo stesso tempo concede troppo gioco al Boca sui corridoi esterni. Russo ha uomini buoni su cui contare. Organizzati in difesa, dove Paletta è un muro; rocciosi a centrocampo, dove brilla la stellina Banega, e ricchi di esperienza in attacco, dove Palermo e Palacio fanno sudare sette camicie alla difesa rossonera.
KAKA' MERAVIGLIAO - Ci vuol ben altro approccio per battere il Boca. Il Milan i mezzi li ha e il suo avvio nella ripresa promette scintille. Più veloce e ordinato, più coperto sulle fasce, con la spinta di un Seedorf più convincente e con le magie di Kakà. Il baricentro più avanzato funziona; mossa che impone agli argentini ad arretrare. Musica per i rossoneri che passano al 5'. L'occasione arriva su una punizione di Pirlo su cui Ambrosini manca la palla; errore in cui non incorre Nesta che con un bolide infila il 2-1. Ma non si arrende il Boca che colpisce il palo, davvero clamoroso e rumoroso, con Ibarra. Proiezioni che scoprono però gli argentini, trafitti puntualmente dalle imponenti ripartenze di Kakà. Come quella del 16' che porta al 3-1. Qualcosa di travolgente: il brasiliano scende potente e leggero sulla sinistra, penetra in area e da posizione angolata mette la sua firma sulla finale. Entra Emerson per Gattuso. Muscoli a centrocampo. In tempo per assistere all'ennesimo capolavoro di Kakà che dopo avere ubriacato il Boca mette in mezzo all'area per Inzaghi. Superpippo non si lascia scappare la grande occasione e con la sua doppietta fissa il 4-1.
SCHERMAGLIE FINALI - Infastidisce l'espulsione di Kaladze per un fallo al limite su Gracian, entrato al posto di Cardozo. Entrata dura, ma eccessivamente punita, come quella di Ledesma, inserito al posto di Gonzalez, per un fallo su Kakà. Poco dopo avere segnato il secondo gol del Boca, con la deviazione decisiva di Ambrosini. Il fischio finale arriva al 93': Paolo Maldini alza l'ennesima coppa. Questa è davvero leggenda.
Gaetano De Stefano
www.gazzetta.it

NON SONO BASTATI I GUFI A FERMARE LA NOSTRA IMPRESA. IL DESTINO CI HA DATO LA POSSIBILITà DI RIPRENDERCI DUE RIVINCITE IMPORTANTI E VENDETTA è STATA. OGGI è UNA GIORNATA STORICA, IN CUI IL MILAN è SALITO PER L'ENNESIMA VOLTA SUL TETTO DEL MONDO E KAKà HA TERMINATO UN'ANNATA STRAORDINATA CONDITA DA PREMI SU PREMI.
TUTTO QUESTO NON CI BASTA PERCHé NEL NOSTRO DNA è  SCOLPITA LA PAROLA  "VITTORIA" E CERCHEREMO DI CONTINUARE SU QUESTA STRADA.
NEL GIORNO IN CUI RIMBALZANO LE VOCI DI UN CALCIOPOLI CHE NON è MAI TERMINATO, NON CI POTEVA ESSERE MIGLIOR RISPOSTA A CHI HA DOVUTO METTERE A PUNTO UN SISTEMA PER FERMACI.
CONTRO TUTTO E TUTTI !! PER SEMPRE CAMPIONI !!!



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16 dicembre 2007
Calciopoli: l'accusa dei pm: "Il sistema Moggi c'è ancora"
La nuova ipotesi di reato è stata formulata davanti al giudice dell’udienza preliminare: "Il sistema Moggi continua a operare e dunque è ancora attivo". Accuse basate su nuova serie di intercettazioni telefoniche del periodo ottobre 2006-marzo 2007
L'arrivo al palazzo di Giustizia dell'avvocato Paolo Trofino, difensore di Luciano Moggi. Ansa
L'arrivo al palazzo di Giustizia dell'avvocato Paolo Trofino, difensore di Luciano Moggi. Ansa
NAPOLI, 15 dicembre 2007 - Si è tenuta al Palazzo di Giustizia del Centro direzionale di Napoli l'udienza preliminare, davanti al gup Eduardo De Gregorio, nei confronti di 37 imputati - dirigenti federali e di società calcistiche, designatori arbitri, e assistenti - coinvolti nell'inchiesta su Calciopoli. Pochi gli imputati presenti in aula: non si è presentato, tra gli altri, Luciano Moggi. "Il sistema Moggi continua a operare e dunque è ancora attivo". La nuova, grave, accusa è formulata nell’aula 112 del palazzo di giustizia napoletano dai pubblici ministeri Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci. I due titolari dell’inchiesta su Moggiopoli, iniziata nel 2004, davanti al giudice dell’udienza preliminare, Eduardo De Gregorio, hanno depositato nuovi elementi di prova che riguardano "Luciano Moggi, l’ex vicepresidente della federcalcio Innocenzo Mazzini e altri soggetti fra loro associati". Si tratta di una nuova serie di intercettazioni telefoniche relative al periodo ottobre 2006-marzo 2007 dalle quali si evincerebbe, secondo gli inquirenti, la volontà di continuare a controllare col proprio sistema l’andamento del campionato. Per questo nuovo filone d’inchiesta, ancora in corso, ci sarebbero altri soggetti indagati per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. Intanto nell’udienza in camera di consiglio — durata circa un’ora e 30 in una piccola aula strapiena di legali e con pochi indagati presenti (fra questi Lanese e l’arbitro Bertini) — il gup ha raccolto le richieste di costituzione di parte civile che sono ben 19: Coni, Figc, Lega professionisti, Rai, i club Atalanta, Brescia, Lecce, Udinese, Salernitana 1919, l’ex presidente del Bologna Gazzoni Frascara, la giornalista Francesca Sanipoli alcune associazioni di consumatori e anche un abbonato Sky e uno scommettitore Snai, che chiedono il riconoscimento del danno subito. Prossima udienza l'8 febbraio nell'aula bunker di Poggioreale Ticino 1.
Maurizio Nicita
www.gazzetta.it

Non avevo dubbi! Moggi meriterebbe l'ergastolo come Provenzano!



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13 dicembre 2007
Boca come Liverpool: E' l'ora della rivincita !!!


I rossoneri in caso di finale con gli argentini potrebbero vendicare la sconfitta del 2003 e conquistare così il 18esimo titolo internazionale. Nel passato già tre vittorie, ma nelle ultime tre edizioni è andata male.
L'obiettivo è il poker. Quello fallito il 14 dicembre 2003 nella partita persa ai rigori con il Boca Juniors. Era la coppa Intercontinentale, trasformata poi in Mondiale per club. Considerando il torneo la prosecuzione naturale della storioca sfida secca tra Europa e Sudamerica, al Milan viene offerta su un vassoio d'argento la possibilità di riscattare quella sconfitta.
PRIMATO MONDIALE - Perché, a meno di stravolgimenti tattici, in finale i rossoneri dovrebbero giocarsela proprio contro il Boca Juniors, vincitore dell'ultima Libertadores. In caso di vittoria il Milan aggiungerebbe un nuovo trofeo nella sua prestigiosa bacheca e diventerebbe la squadra che al mondo ha vinto di più. A livello internazionale la squadra rossonera ha infatti conquistato, proprio com il Boca, 17 trofei internazionali (7 coppe dei Campioni, 3 coppe Intercontinentali, 2 coppe delle Coppe, 5 Supercoppe europee). A Yokohama la leggenda potrebbe prendere il largo.
Tre trionfi e quattro brucianti sconfitte. È questo il bilancio del Milan nelle sette finali della coppa Intercontinentale (la madre del Mondiale per club) disputate finora dai rossoneri (nessuna squadra ha fatto meglio). Dopo aver perso la prima sfida nel 1963 contro il Santos, il Milan si è riscattato infilando un fantastico tris (1969, 1989, 1990). Poi i tre ko consecutivi con San Paolo (1993), Velez Sarsfield (1994) e Boca Juniors (2003).
1963 - PELÈ E L'ARBITRO BROZZI - Contro il Santos di Pelè, il Milan vince 4-2 la gara d'andata a San Siro (doppietta di O'Rey). I rossoneri vanno in vantaggio 2-0 anche nel ritorno al Maracanà, ma alla fine perdono 4-2 anche a causa di alcune decisioni discutibili dell'arbitro argentino Brozzi. Sempre a Rio de Janeiro, il San Paolo vince 1-0 lo spareggio con un rigore quantomeno dubbio assegnato ancora da Brozzi. "Non è calcio, è guerra", dichiara alla fine il tecnico rossonero Luis Carniglia.
1969 - LA CONSACRAZIONE DI RIVERA E ROCCO - Arriva il primo trionfo del Milan dopo il doppio confronto con l'Estudiantes. L'8 ottobre, a San Siro, la squadra di Rocco si impone 3-0 grazie alla doppietta di Sormani e al gol di Combin. Due settimane dopo, nella gara di ritorno giocata alla Bombonera di Buenos Aires, i giocatori rossoneri sono oggetto di una vera e propria caccia all'uomo. Prati e Malatrasi sono costretti ad uscire per infortunio e Combin, colpito da un pugno del portiere Poletti, viene arrestato all'uscita dello stadio. L'Estudiantes dell'ex ct argentino Bilardo e del padre di Juan Sebastian Veron, però, vince solo 2-1 (a segno Rivera).
1989 - LA PUNIZIONE DI EVANI - Allo Stadio Olimpico di Tokyo, il 17 dicembre il Milan di Sacchi batte i colombiani del Nacional Medellin (Maturana in panchina, Higuita in porta) grazie a una punizione di Evani al 119'. Dopo la Coppa dei Campioni conquistata contro lo Steaua Bucarest, la squadra rossonera conferma di essere un gruppo destinato a vincere a lungo. Di quella squadra fanno parte, tra gli altri, Maldini, Costacurta, Baresi, Ancelotti, Donadoni, Rijkaard e van Basten.
1990 - UN BIS DA LEGGENDA - Con il secondo successo consecutivo, la squadra di Sacchi entra nella leggenda del calcio. Il 9 dicembre, a Tokyo, i rossoneri si sbarazzano senza problemi dell'Olimpia Asuncion (3-0, doppietta di Rijkaard e gol di Stroppa). Solo Santos (1962 e 1963), Inter (1964 e 1965) e San Paolo (1992 e 1993) hanno indovinato una doppietta consecutiva come i rossoneri.
1993 - CAPELLO KO CONTRO CAFU E LEONARDO - Il Milan gioca la finale al posto del Marsiglia (vincitore della Champions League) dopo uno scandalo per corruzione che investe il presidente della squadra francese, Bernard Tapie. La squadra di Capello è favoritissima, ma il 'vecchiò Toninho Cerezo trascina il San Paolo alla vittoria (3-2, gol rossoneri di Massaro e Papin). Della squadra brasiliana, allenata da Telè Santana, fanno parte l'ex granata Muller, e due giovani dal futuro luminoso: un terzino veloce e costantemente proiettato all'attacco, Cafu, e un attaccante esterno dalla tecnica sopraffina, Leonardo. Diventeranno entrambi rossoneri.
1994 - QUESTA VOLTA RIDE BIANCHI - I favori del pronostico sono ancora per il Milan, ma la squadra di Capello crolla 2-0 contro il Velez Sarsfield di Carlos Bianchi. Da sottolineare la disastrosa prova di Costacurta, che causa il calcio da rigore con cui gli argentini passano in vantaggio (gol di Trotta, che Bianchi porta poi alla Roma) e viene anche espulso.
2003 - PIRLO-SEEDORF-COSTACURTA, ERRORI FATALI - È la seconda beffa di Carlos Bianchi ai danni del Milan. Il Boca Juniors (in campo il futuro interista Burdisso e Tevez) batte i rossoneri ai rigori dopo le reti nel primo tempo di Tomasson e Donnet. Decisivi gli errori di Pirlo, Seedorf e Costacurta, mentre tra gli argentini sbaglia solo Battaglia.



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7 dicembre 2007
Ronaldinho al Milan già da gennaio?
La crisi del brasiliano al Barcellona riapre i discorsi sul suo possibile trasferimento in Italia. Il fratello-procuratore sulla Gazzetta di oggi: "Niente accordi col Chelsea, non ci interessa"
Ronaldinho, 27 anni, fantasista del Barcellona. Ap
Ronaldinho, 27 anni, fantasista del Barcellona. Ap
BARCELLONA (Spa), 7 dicembre 2007 - Contropiede del Milan su Ronaldinho. La Gazzetta dello Sport in edicola oggi rivela il vero significato della visita in Spagna di Roberto Assis, fratello e procuratore del Pallone d'oro 2005. Assis ha innanzitutto chiarito di non aver mai avuto contatti col Chelsea e di non essere nemmeno interessato ad accordarsi con i londinesi. Aggiungendo poi: "Mio fratello vuol scegliere il suo futuro in tutta coscienza". Quasi a dire al Milan: sta aspettando voi. E non lo sta facendo con le mani in mano: a quanto risulta, ha iniziato a studiare l'italiano, con ottimi risultati. Dal canto suo, Galliani ha già mandato a Barcellona il consulente Ernesto Bronzetti per sondare il terreno.
gasport

Silvio è arrivato il momneto di dimostrare chi sei"""!!!! MANO AL PORTAFOGLI !!!



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6 dicembre 2007
Boca come Liverpool: E' l'ora del riscatto
I rossoneri in caso di finale con gli argentini potrebbero vendicare la sconfitta del 2003 e conquistare così il 18esimo titolo internazionale. Nel passato già tre vittorie, ma nelle ultime tre edizioni è andata male
Il trionfo di Atene: passaporto per il Mondiale. Reuters
Il trionfo di Atene: passaporto per il Mondiale. Reuters
L'obiettivo è il poker. Quello fallito il 14 dicembre 2003 nella partita persa ai rigori con il Boca Juniors. Era la coppa Intercontinentale, trasformata poi in Mondiale per club. Considerando il torneo la prosecuzione naturale della storioca sfida secca tra Europa e Sudamerica, al Milan viene offerta su un vassoio d'argento la possibilità di riscattare quella sconfitta.
PRIMATO MONDIALE - Perché, a meno di stravolgimenti tattici, in finale i rossoneri dovrebbero giocarsela proprio contro il Boca Juniors, vincitore dell'ultima Libertadores. In caso di vittoria il Milan aggiungerebbe un nuovo trofeo nella sua prestigiosa bacheca e diventerebbe la squadra che al mondo ha vinto di più. A livello internazionale la squadra rossonera ha infatti conquistato, proprio com il Boca, 17 trofei internazionali (7 coppe dei Campioni, 3 coppe Intercontinentali, 2 coppe delle Coppe, 5 Supercoppe europee). A Yokohama la leggenda potrebbe prendere il largo.
Tre trionfi e quattro brucianti sconfitte. È questo il bilancio del Milan nelle sette finali della coppa Intercontinentale (la madre del Mondiale per club) disputate finora dai rossoneri (nessuna squadra ha fatto meglio). Dopo aver perso la prima sfida nel 1963 contro il Santos, il Milan si è riscattato infilando un fantastico tris (1969, 1989, 1990). Poi i tre ko consecutivi con San Paolo (1993), Velez Sarsfield (1994) e Boca Juniors (2003).
1963 - PELÈ E L'ARBITRO BROZZI - Contro il Santos di Pelè, il Milan vince 4-2 la gara d'andata a San Siro (doppietta di O'Rey). I rossoneri vanno in vantaggio 2-0 anche nel ritorno al Maracanà, ma alla fine perdono 4-2 anche a causa di alcune decisioni discutibili dell'arbitro argentino Brozzi. Sempre a Rio de Janeiro, il San Paolo vince 1-0 lo spareggio con un rigore quantomeno dubbio assegnato ancora da Brozzi. "Non è calcio, è guerra", dichiara alla fine il tecnico rossonero Luis Carniglia.
1969 - LA CONSACRAZIONE DI RIVERA E ROCCO - Arriva il primo trionfo del Milan dopo il doppio confronto con l'Estudiantes. L'8 ottobre, a San Siro, la squadra di Rocco si impone 3-0 grazie alla doppietta di Sormani e al gol di Combin. Due settimane dopo, nella gara di ritorno giocata alla Bombonera di Buenos Aires, i giocatori rossoneri sono oggetto di una vera e propria caccia all'uomo. Prati e Malatrasi sono costretti ad uscire per infortunio e Combin, colpito da un pugno del portiere Poletti, viene arrestato all'uscita dello stadio. L'Estudiantes dell'ex ct argentino Bilardo e del padre di Juan Sebastian Veron, però, vince solo 2-1 (a segno Rivera).
1989 - LA PUNIZIONE DI EVANI - Allo Stadio Olimpico di Tokyo, il 17 dicembre il Milan di Sacchi batte i colombiani del Nacional Medellin (Maturana in panchina, Higuita in porta) grazie a una punizione di Evani al 119'. Dopo la Coppa dei Campioni conquistata contro lo Steaua Bucarest, la squadra rossonera conferma di essere un gruppo destinato a vincere a lungo. Di quella squadra fanno parte, tra gli altri, Maldini, Costacurta, Baresi, Ancelotti, Donadoni, Rijkaard e van Basten.
1990 - UN BIS DA LEGGENDA - Con il secondo successo consecutivo, la squadra di Sacchi entra nella leggenda del calcio. Il 9 dicembre, a Tokyo, i rossoneri si sbarazzano senza problemi dell'Olimpia Asuncion (3-0, doppietta di Rijkaard e gol di Stroppa). Solo Santos (1962 e 1963), Inter (1964 e 1965) e San Paolo (1992 e 1993) hanno indovinato una doppietta consecutiva come i rossoneri.
1993 - CAPELLO KO CONTRO CAFU E LEONARDO - Il Milan gioca la finale al posto del Marsiglia (vincitore della Champions League) dopo uno scandalo per corruzione che investe il presidente della squadra francese, Bernard Tapie. La squadra di Capello è favoritissima, ma il 'vecchiò Toninho Cerezo trascina il San Paolo alla vittoria (3-2, gol rossoneri di Massaro e Papin). Della squadra brasiliana, allenata da Telè Santana, fanno parte l'ex granata Muller, e due giovani dal futuro luminoso: un terzino veloce e costantemente proiettato all'attacco, Cafu, e un attaccante esterno dalla tecnica sopraffina, Leonardo. Diventeranno entrambi rossoneri.
1994 - QUESTA VOLTA RIDE BIANCHI - I favori del pronostico sono ancora per il Milan, ma la squadra di Capello crolla 2-0 contro il Velez Sarsfield di Carlos Bianchi. Da sottolineare la disastrosa prova di Costacurta, che causa il calcio da rigore con cui gli argentini passano in vantaggio (gol di Trotta, che Bianchi porta poi alla Roma) e viene anche espulso.
2003 - PIRLO-SEEDORF-COSTACURTA, ERRORI FATALI - È la seconda beffa di Carlos Bianchi ai danni del Milan. Il Boca Juniors (in campo il futuro interista Burdisso e Tevez) batte i rossoneri ai rigori dopo le reti nel primo tempo di Tomasson e Donnet. Decisivi gli errori di Pirlo, Seedorf e Costacurta, mentre tra gli argentini sbaglia solo Battaglia.

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E' l'ora del riscatto !!!!



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2 dicembre 2007
Fiorentina-inter= 0-2 al primo tempo! IL COLMO DEI COLMI !!!
Interrompo la mia domenica per scrivere qualcosa che non potevo non scrivere. L'inter in vantaggio alla fine del primo tempo a firenze è il COLMO DEI COLMI. Se il primo tempo fosse finito 5 a 1 per la Fiorentina nessuno avrebbe avuto nulla da dire. L'inter è stata completamente schiacciata dalla fiorentina, non ha capito nulla.Grande gioco espresso dalla fiorentina che è stata molto sfortunata.  L'inter ha superato due volte la metà campo ed è riuscita scandalosamente a segnare due goal!!! Grande prestazione della fiorentina, che ha creato almeno 7-8 occasioni da goal. Al "culo" non c'è mai limite! VERGOGNOSO!!! E questa è la squadra prima in classifica???? Ma fatemi il piacere.......
Ci fosse stato un giudice nel primo tempo avrebbe assegnato il giusto risultato: 5-1 !




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2 dicembre 2007
Milan: altro pari a San Siro
I rossoneri non riescono a infrangere il tabù del loro stadio, dove ancora non hanno vinto in questo campionato. Nel primo tempo Trezeguet colpisce un palo, nella ripresa Dida e Buffon decisivi su Salihamdzic e Kakà
Nesta contro Nedved in Milan-Juve. Reuters
Nesta contro Nedved in Milan-Juve. Reuters
MILANO, 1 dicembre 2007 - Milan-Juventus finisce 0-0. Un risultato giusto per quanto le squadre hanno fatto vedere in campo, e che classifica alla mano sta meglio alla Juventus. Che ora è seconda da sola a -2 dall’Inter capolista (però con due gare in più). Ma soprattutto tiene a otto punti di distanza i rossoneri, rivali in chiave Champions League. La squadra di Ancelotti disputa un buon secondo tempo, ma non riesce a sfatare la maledizione di San Siro in campionato: sono 9 (in due campionati) le partite consecutive senza successo, una striscia record nella storia del club: quella più lunga, datata 1934-35, si era fermata a otto. Nesta e compagni fermano il miglior attacco del campionato (29 gol per Trezeguet e compagnia), ma non basta per portare a casa i tre punti. Colpa di un primo tempo troppo dimesso, come manovra e atteggiamento. La Juve si conferma solida e abbonata al pari negli scontri al vertice: con Inter, Roma, Fiorentina e appunto Milan. Ma ne ha giocati ben tre in trasferta.
LE SCELTE - Una sorpresa per parte negli schieramenti. Per il Milan tattica, per la Juventus di uomini. Ancelotti schiera Kakà quasi sulla linea di Gilardino, con Seedorf unico rifinitore. Ranieri si copre, e preferisce il diligente Salihamidzic non solo a Del Piero, annunciato titolare nel tridente d’attacco, ma anche a Palladino e Marchionni, soluzioni più offensive sulla fascia destra in contumacia Camoranesi. Per la cronaca, Ancelotti preferisce iniziare con Serginho al posto di Maldini sulla sinistra.
TREZEGUET PALO - La partita è modesta. Tanti errori in fase di costruzione, da una parte e dall’altra, anche per colpa del terreno di gioco, di certo non perfetto. La Juve non ha piedi buoni a centrocampo, a parte Nedved, il Milan giostra sottoritmo. L’unico brivido dei primi 45’ lo regala un palo di Trezeguet. Il francese, imbeccato da Zanetti con un tocco in profondità, calcia di prima intenzione di esterno destro, palla sul montante alla sinistra di Dida. La Juve sembra fisicamente un po’ più vivace, e quindi più volitiva, ma è comunque poco pericolosa in avanti, con centrocampisti che non accompagnano l’azione e terzini bloccati. Il Milan è un filo più manovriero, ma troppo letargico: non va oltre un tiro dal limite di Pirlo che rimbalza davanti a Buffon, attento. All’intervallo è 0-0.
BOTTA E RISPOSTA - La gara si vivacizza a inizio di ripresa. Merito del Milan, ora schierato con il 4-4-2, che prova a cambiare marcia. La Juve risponde in contropiede. Spunto di Salihamidzic, che lascia sul posto in velocità Serginho, si accentra e lascia partire un sinistro potente, Dida risponde con un tuffo strepitoso e respinge. Il Milan replica subito. Con Kakà, che fa un numero da Pallone d’Oro, premio che ritirerà domattina a Parigi. Cross di Oddo dalla destra, strepitoso primo controllo del brasiliano, che poi si coordina per una girata spettacolare sottomisura. Buffon respinge, Gilardino segna in fuorigioco. La gara ora è bella. Gilardino chiede inutilmente un rigore per una trattenuta in area di Legrottaglie. Molinaro calcia un diagonale da eccellente posizione che si rivela una via di mezzo tra un tiro e un cross.
PIPPO E ALE - Ancelotti gioca la carta Inzaghi. Ranieri quella Del Piero. Pippo al solito se ne va sul filo del fuorigioco, uccellando Chiellini, e spara un destro potente dal limite, Buffon ancora attento. A SuperPippo non riesce il bis dell’ultimo Trofeo Berlusconi. Pinturicchio si fa vivo solo con un bel sinistro della distanza, vanificato dal fuorigioco. Gli ultimi minuti sono palpitanti. Le squadre, stanchissime, si allungano, e le emozioni si susseguono. Ma il risultato non cambia più: 0-0.
Riccardo Pratesi

Risultato tutto sommato giusto anche se ai punti il milan avrebbe meritato la vittoria sia per il gioco espresso sia per le occasioni avute, rigore negato e fuorigioco su gilardino sbagliato a parte. Non sono daccordo su chi ha visto la juve giocare meglio nel primo tempo. A mio avviso anche nel primo tempo, a parte la sfuriata iniziale, gli uomini di Ancelotti hanno preso in mano la partita e si sono resi pericolosi senza quasi mai riuscire a trovare lo specchio della porta. Non è stata non una grande partita, ma ho rivisto un ottimo milan nonostante una buona juve che ha giocato da provinciale : tutti dietro e via col contropiede!
La juventus ha mostrato di essere più squadra, con molta più corsa e molto più compatta. Il risultato può comunque dirsi soddisfacente visto che si arrivava da una partita giocato solo mercoledi sera in portogallo al cospetto di una juve che può prepare le partite con molta piu serenità.




permalink | inviato da mexicangol il 2/12/2007 alle 9:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
30 novembre 2007
Ronaldo, odissea senza fine:"No Juve, per Tokyo non so"
Il Fenomeno, dopo il piccolo problema muscolare che lo ha fermato nel riscaldamento a Lisbona, è pessimista sul recupero per il big match di sabato: "Avverto ancora dolore". A rischio il Mondiale per club. Galliani: "Valuteranno i medici e il giocatore"
Ronaldo pensieroso: rinviato l'esordio in Europa. Reuters
Ronaldo pensieroso: rinviato l'esordio in Europa. Reuters
MILANO, 29 novembre 2007 - Aveva debuttato in questa stagione solo domenica scorsa, a Cagliari, e già è incappato in un altro stop. Per Ronaldo l'annata è decisamente storta, dopo l'infortunio che si era procurato lo scorso luglio su un pallone banale. Ieri infatti un nuovo piccolo guaio lo ha fermato prima di scendere in campo per il secondo tempo di Benfica-Milan. Ancelotti a fine gara aveva spiegato che non si trattava di nulla di grave, che il giocatore avrebbe voluto entrare per giocare ma lui per scrupolo gli aveva preferito Oddo. Insomma, sembrava una storia a lieto fine, quello del rientro già annunciato dal tecnico, contro la Juventus.
BRUTTE NOTIZIE - E invece oggi sono arrivate le parole di Ronaldo, che avranno di certo intristito i tifosi rossoneri. Difficile il recupero del Fenomeno contro la Juventus, ma dubbi anche per quanto riguarda il Mondiale per club di Tokyo. Almeno stando alle sensazioni dello stesso giocatore e sempre in attesa degli esami medici che si faranno domani. "Sento ancora un po' male, non credo che recupererò in tempo per la Juve -, ha spiegato brevemente Ronaldo per rispondere a chi gli chiedeva delle sue condizioni fisiche -. Non so ancora cosa è successo ieri sera. Domani dovrò fare delle visite, quindi bisogna aspettare. Se farò in tempo per la partita con la Juve? No, non credo. E per Tokyo non lo so".
GALLIANI - Sulla stessa linea ache Adriano Galliani: "Non lo so, lo deciderano i medici e Ronaldo stesso - ha spiegato l'amministratore delegato rossonero - ora una cosa per volta. Prima del Mondiale per club dobbiamo affrontare Juventus e Celtic".
gasport

è ormai un giocatore che non ha nessuna intenzione di tornare ad essere un calciatore vero. Uno che da anni non perde i 6-7 kg che basterebbero, allenandosi per 6 ore al giorno non è un atleta. Evidentemente la scelta è legata al fatto che ha subito gravi infortuni in passo e che aumentando la rapidità rischierebbe altri gravi infortuni. Sembra più una mascotte, un giocattolo da esibire la domenica....
Si sta toccando il fondo.....e le ultime prestazione lo hanno dimostrato. Speriamo almeno di consolarci con il Mondiale per club.




permalink | inviato da mexicangol il 30/11/2007 alle 13:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
22 novembre 2007
Torino, idea Caracciolo, la Reggina su Calaiò
A più di un mese dall'apertura ufficiale delle trattative, ecco i primi obiettivi. Il difensore austriaco Prödl è nel mirino di Parma e Roma. Il Genoa punta su Domovchiyski. Per la Samp idea Locatelli
Andrea Caracciolo, 26 anni, è arrivato alla Samp quest'estate. Ansa
Andrea Caracciolo, 26 anni, è arrivato alla Samp quest'estate. Ansa
MILANO, 20 novembre 2007 - Sturm und Drang, assalto a Sebastian Prödel. Ma niente romanticismo, questo è solo il primo caso del calciomercato che si riaprirà a gennaio. Al centro c’è Prödl, 21 anni, difensore centrale dello Sturm Graz e dell’Austria. Il giocatore ha già esordito con la nazionale maggiore, ma è stato pure tra i “top 11” dell’ultimo Mondiale Under 20. Il primo a seguirlo è stato il Parma, già nell’agosto scorso. Ma il ragazzo sembrava puntare più in alto, a una big del calcio italiano. Così ha rifiutato pure l’offerta del Rosenborg, che agli austriaci dello Sturm era pronto a versare 3.750.000 euro. Stesso discorso con i tedeschi del Werder Brema. Prödl è rimasto in Austria, ma è sempre nel mirino dei club italiani. Si è rifatto sotto il Milan: l’operazione sarebbe gradita anche alla B-win, società austriaca e sponsor rossonero. Braida però preferirebbe prelevare il difensore in comproprietà con un altro club italiano. La Sampdoria è un’ipotesi, ma il Parma resta in pole, anche per un’eventuale comproprietà. La settimana scorsa era già in programma un blitz degli uomini mercato gialloblù, in occasione della sfida tra Inghilterra e Austria. Blitz inutile, perché Prödl è stato fermato da un piccolo infortunio. Dovrebbe tornare in campo sabato e allora per seguirlo si muoveranno anche gli osservatori della Roma. Il costo dell’operazione? Con 2-2,5 milioni il trasferimento si può fare.

GENOA SU DOMOVCHIYSKI - Si muove anche il Genoa del patron Enrico Preziosi. Per i rossoblù solo qualche ritocco, classifica e gioco espresso non richiedono altro. Potrebbe essere ceduto Di Vaio, che stuzzica il Parma. In attacco il sogno resta il laziale Rocchi, ma altre sono le piste battute dal presidente Pastorello. Quella più calda porta dritta in Bulgaria. Il Grifo è su Valeri Domovchiyski, 21 anni, attaccante del Levski Sofia. Un altro talento alla Bojinov, 54 gol in 117 partite, 2 pure in Champions e 10 centri nelle ultime 18 gare di campionato. Per il centrocampo rossoblù si cercherà poi di riscattare dalla Juventus anche la seconda metà di Paro, mentre si parla di un possibile scambio tra l’udinese Pinzi e il genoano Coppola. Per quest’ultimo si è fatta avanti anche la Lazio.

CARACCIOLO PER IL TORO - Solo ritocchi anche per la Sampdoria. Mazzarri vuole un trequartista, l’a.d. Marotta cercherà di accontentarlo. Difficile arrivare a Jimenez, più probabile allora che la Samp si concentri su Locatelli, trequartista del Siena. Ma intanto i blucerchiati devono sfoltire l’attacco, scegliendo tra il recuperato Bonazzoli e Caracciolo. Entrambi interessano al Torino. Al momento pare più probabile il trasferimento in granata di Caracciolo.

TUTTI SU TULLIO - Intanto la Sampdoria ha sondato il terreno per il brasiliano Tulio De Mello, classe 1985, attaccante rivelazione del campionato francese. Ma per il goleador del Le Mans (che si svincola a giugno) la concorrenza non manca, con il Palermo favorito. Alla ricerca di un attaccante c’è anche la Reggina, che punta Calaiò. Per l’attaccante del Napoli offerte anche dal Livorno (che prima deve trovare una sistemazione a Tristan) e dalla Lazio. Ma la società del presidente Lotito pensa soprattutto al problema portiere e cerca di stringere i tempi per Carrizo. Solita storia: l’accordo con il River Plate è già stato siglato, ma per il portiere argentino serve un passaporto italiano. E sempre dall’Argentina potrebbe arrivare alla Lazio anche un attaccante, Denis dell’Indipendiente. Mentre il Cagliari si muove per De Zerbi, pronto a sbarcare da Napoli già a gennaio.

L’INGHILTERRA CHIAMA - Il Qpr di Briatore sarebbe interessato non solo a Coco ma pure a Langella: fatto un sondaggio ma l’esterno dovrebbe rinnovare con l’Atalanta. Il Manchester City è tornato su Bresciano, australiano del Palermo, mentre il West Bromwich vuole il difensore centrale Carrozzieri ma l’offerta è stata già respinta dall’Atalanta.



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19 novembre 2007
Juve, Alena: "Gigi al Milan se avessi dovuto scegliere io"
"Se proprio doveva andar via da Torino, avrei preferito andasse al Milan piuttosto che all'Inter": Alena Seredova, che a giorni dovrebbe regalare un figlio al numero 1 dei numeri 1 Gigi Buffon, rivela così un curioso dettaglio sulla calda estate del portierone juventino che ha optato invece per il rinnovo con la Vecchia Signora.

tuttomercatoweb.it
Non c'erano dubbi. Anche se avesse scelto Gigi avrebbe preferito il Milan all'Inter. Ma bastava che ci fosse in concreto un'offerta d'acquisto e Gigi avrebbe salutato anche la "signora"!



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18 novembre 2007
L'Italia vola agli Europei!
La gioia degli azzurri dopo il gol di Toni. Ansa
La gioia degli azzurri dopo il gol di Toni. Ansa
GLASGOW, 17 novembre 2007 - "Come on" Italia, l'Europa è servita. Dopo una partita di una sofferenza inaudita, la Nazionale batte la Scozia 2-1 e conquista una sacrosanta qualificazione all'Europeo. Primo tempo autoritario quello degli azzurri che passano subito con Toni, ma che si fanno soffocare dalla potenza fisica dei britannici nella ripresa, in gol con Ferguson. Nel recupero arriva Panucci che di testa spegne definitivamente l'Hampden Park.
TONI BUM - Sessantotto secondi per imprimere un segno forte. Di Natale che saetta sulla sinistra e mette in mezzo. Toni che infila: zampata d'autore e la Scozia è già sotto. Camoranesi potrebbe addirittura raddoppiare pochi istanti dopo. Prologo che forse nemmeno Roberto Donadoni si sarebbe sognato. La rete manda all'aria tutti i piani di Alex McLeish, già intenzionato a giocarsela con cervello, senza regalare spazi all'Italia. Ma il bomber di Germania apre una voragine e la Scozia è costretta a mordere subito. Concepita come un 4-1-4-1, con McFadden punta solitaria, la squadra britannica si ricompatta pressando la linea mediana azzurra, ma con scarsi risultati. Perché al 13' Toni potrebbe addirittura firmare il raddoppio, con un bolide sul primo palo deviato in angolo.
MADE IN SCOTLAND - La Scozia supera lo choc e dal 16' propone il suo repertorio migliore, monotono ma efficace: pressing, velocità, uomini larghi sulle fasce, pronti a rifornire i saltatori. E qui l'Italia rischia, pur mantenendo i nervi saldi e una buona organizzazione difensiva. Gli scozzesi gridano al rigore, quando Zambrotta sposta la traiettoria con un braccio ben attaccato al corpo. Proteste inutili, perché Mejuto è per l'evidente involontarietà. Momenti duri. La Scozia colleziona angoli. Al 17' Ferguson mira alto, al 18' Hutton di testa sfiora il palo alla destra di Buffon.
SAN PIRLO - L'Italia commette l'errore di chiudersi e vai a capire se si tratta di un piano preordinato. Qualcosa sembra incepparsi nei meccanismi del centrocampo e l'occasione capitata al 30' sui piedi di Ferguson è un segnale che gli azzurri memorizzano subito, serrando i ranghi in fase di copertura. Ma è una Scozia che vive di lampi. Appena la Nazionale fa la Nazionale, si sgretolano tutti gli intenti dei padroni di casa, presi in contropiede, come al 31', quando a Di Natale viene annullato un gol apparentemente regolare, dopo una batti e ribatti. Poi l'incredibile occasione mancata da Hutton al 46'; soprattutto lo straordinario salvataggio sulla linea di Pirlo: ennesimo colpo di testa su calcio piazzato; in mancanza d'altro, l'arma più efficace degli scozzesi. Ma l'Italia chiude il primo tempo con la certezza di meritarselo tutto il gol di Toni.
GAP - La partenza bruciante degli azzurri nella ripresa conferma un gap tecnico che solo i tifosi dell'Hampden Park non riescono a riconoscere. Se poi anche Gattuso regala numeri di classe allora il cerchio è completo. Sul suo terreno ideale, il rossonero regala una palla al bacio a Di Natale che gira al volo, ma su un difensore piazzato davanti a Gordon. Lo schiaffone sveglia la Scozia che torna a ruminare gioco. All'Italia può andare anche bene, perché in contropiede sfrutta il gioco largo dei britannici.
L'ORGOGLIO - Ma se non sono tecnica ed esperienza a dare una mano alla Scozia, ci pensa l'orgoglio a fare la differenza. Così al 20' Ferguson non fallisce da distanza ravvicinata e in fuorigioco, piazzando in rete la palla che Buffon non riesce a trattenere. Donadoni corre subito ai ripari: fuori Di Natale, dentro Iaquinta; un'iniezione di chili in attacco. Il dentro o fuori su entrambi i fronti impone un finale meticoloso. McLeish rinuncia a Brown e punta su Miller, affidandogli la corona del risolutore. Finale da infarto, da lacrime vere. E con la Scozia rabbiosamente in avanti, all'Italia, i cui muscoli cominciano a scricchiolare, non resta che votarsi al sacrificio. La Scozia infila occasioni ed è logico l'avvicendamento fra Camoranesi e Chiellini prima e Gattuso e De Rossi poi. Minuti interminabili e poi l'acuto di Panucci.
dal nostro inviatoGaetano de Stefano

Complimenti ragazzi, avanti così!



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11 novembre 2007
Muore il mondo del calcio in Italia !

Il ministro Amato: "Tragico errore, le responsabilità saranno accertate senza reticenze"

  MILANO, 11 novembre 2007 - Si chiama Gabriele Sandri, 26 anni, noto dj della capitale e animatore del "Piper", il tifoso laziale morto questa mattina nella stazione di servizio di Badia al Pino, sulla A1, nei pressi di Arezzo, dopo essere stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco, sparato da un agente della Polstrada intervenuto per sedare una rissa scoppiata tra tifosi biancocelesti e juventini. ll poliziotto avrebbe sparato in aria a scopo intimidatorio. Poi forse un secondo proiettile potrebbe essere partito accidentalmente dalla pistola. Ma la dinamica di quanto accaduto deve essere ancora definita. In serata si è appreso che il poliziotto è stato a lungo interrogato ma in quanto persona informata sui fatti: non risulta indagato. Domani l'autopsia.
IL QUESTORE - "E' stato un tragico errore - ha detto il questore di Arezzo Vincenzo Giacobbe - Il nostro agente era intervenuto per evitare che i tafferugli tra due esigui gruppi di persone che non erano stati individuati come tifosi degenerassero con gravi conseguenze per entrambi. Esprimo profondo dolore e sincere condoglianze alla famiglia della vittima". Più tardi un comunicato stampa della Questura aretina ha articolato questa versione, confermando che l'auto della Polstrada si trovava sulla carreggiata opposta, e che, di fronte alla rissa, è stata dapprima azionata la sirena, e successivamente sono stati esplosi due colpi d'arma da fuoco "per farla terminare".Di diverso parere l'avvocato Luigi Conti, amico della famiglia Sandri: "È un reato perpetrato dalle forze dell'ordine, lo dicono i tifosi, sentite loro. È stato un tirassegno". In ogni caso il ministro dell'Interno Giuliano Amato non sembra intenzionato a tirarsi indietro: "Sembrerebbe trattarsi del tragico errore di un agente - ha dichiarato - le responsabilità saranno accertate senza reticenze".
IL FRATELLO - "Me lo hanno ammazzato a 26 anni con una pistola. Ora le istituzioni facciano la loro parte, con tutti i decreti di urgenza che hanno fatto me lo hanno ammazzato a 26 anni": queste le parole di Cristiano Sandri, il fratello di Gabriele, appena uscito dalla caserma della polizia stradale di Arezzo.
PARTITA RINVIATA - Sandri, che si stava recando a Milano per assistere alla partita della Lazio con l'Inter, è stato raggiunto da un colpo di pistola mentre si trovava all'interno di un auto. La partita contro l'Inter in programma oggi a San Siro è stata rinviata a data da destinarsi. Le altre gare della 12ª giornata della serie A cominceranno invece con 10 minuti di ritardo. Lo ha deciso la Figc, in accordo con la Lega. Giocatori e arbitri scenderanno in campo con il lutto al braccio, l'unico che si è rifiutato di farlo è Clarence Seedorf
INDAGINI - La Polizia scientifica ha sequestrato i filmati delle telecamere a circuito chiuso della stazione di servizio di Badia al Pino, dove è morto questa mattina Gabriele Sandri. Nessuno, alla stazione di servizio, ha sentito il colpo di pistola che ha colpito a morte il dj. Secondo quanto emerso, la polizia stradale stava facendo alcuni controlli quando si sarebbe resa conto dei tafferugli in atto tra gli occupanti di due auto, ma forse anche di più: una sarebbe stata composta da supporter della Lazio, l'altra forse, ma non c'è certezza, da juventini. Quest'ultimi si sarebbero poi allontanati. Confermato che Sandri è stato colpito mentre era all'interno dell'auto, una Megane: il proiettile sarebbe passato dal vetro posteriore sinistro. L'auto con a bordo Gabriele potrebbe essere stata raggiunta da un colpo di pistola mentre stava uscendo dall'area di servizio.
LA TESTMONIANZA - "Erano in auto e stavano uscendo dall'area di servizio, quando hanno sentito un rumore. Hanno pensato a una sassata, poi hanno visto Gabriele che stava male, rantolava, perdeva sangue. Non comprendendo subito la gravità di quanto accaduto e anche per lo choc hanno continuato per fermarsi al casello di Arezzo. Lì li ha fermati poi la polizia". È quanto ha riferito un tifoso laziale che si trova alla caserma della polizia stradale di Arezzo, raccontando di un colloquio avuto con una delle persone che erano in auto insieme a Gabriele Sandri.
GLI AMICI - "L'agente ha sparato da lontano, saranno stati trenta metri. E quando era già tutto finito". Questo il tragico racconto degli amici di Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio morto questa mattina nell'area di servizio di Badia al Pino, vicino Arezzo. "È vero che c'è stato un diverbio con alcuni juventini - hanno detto ancora - ma quando sono intervenuti gli agenti la cosa era già rientrata. Senza problemi. E invece quell'agente ha sparato dalla corsia opposta...". È iniziato il pellegrinaggio di amici e conoscenti sotto casa di Gabriele Sandri, nel quartiere Balduina a Roma. I primi ad arrivare sono stati un ragazzo e due ragazze, una delle quali in lacrime. I tre, che sono apparsi molto turbati, hanno lasciato di fronte alla porta di casa di Sandri due mazzi di fiori. Su un biglietto c'è scritto: "nemici in campo, amici per strada. Bella, Gabriè".
www.gazzetta.it

Oggi possiamo considerare finito il calcio in Italia. Il mondo del pallone preda degli ultras non ha piu motivi per continuare. La cosidetta "MENTALITà ULTRAS" ha rovinato il più bello sport di questo paese. E' arrivato il momento di chiudere i battenti. A mio avviso il campionato va concluso giocando tutte le partite a porte chiuse. E' vero ci sono molti interessi in ballo, ma tra questi interessi ci sono anche quelli dei tifosi. Per cui chiudiamo tutto e nessuno farà più i suoi interssi. Dal prossimo campionato ritorniamo con un nuovo sistema: QUELLO INGLESE. Vada a farsi fottere il made in italy, è arrivato il momento di essere umili e copiare gli altri come hanno fatto i cinesi con noi. Non ho mai visto una Guerra Civile in Italia, oggi l'ho vista per la prima volta e tutto per colpa del calcio o meglio degli ULTRAS. Lasciamo perdere le forze dell'ordine, al di là di ciò che è successo, sono stato tifoso anch'io ma il 99% dei disordini provengono solo dalle curve.
         



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9 novembre 2007
Il mercato di riparazione ha detto: Ballotta, Rubinho, Dossena, Garics e A.Pisanu
Soddisfazione alla fine del mercato di riparazione: pochi movimenti e non fondamentali per la squadra hanno visto l'arrivo di Ballotta e Rubinho per Muslera e Chimenti, mentre in difesa salutano Natali e lo sfortunato Andrade e arrivano l'ottimo Dossena e l'interrogativo Garics (a lungo in ballottagio con korldrup). Per l'attacco nulla da registrare tranne il rientro dalla squalifica di RE DAVID Di Michele (come un amico torinese lo ha chiamato) , mentre a centrocampo parte tra molti dubbi Caserta e arriva il giovane Pisanu (sfuma l'arrivo di Hallfredsson o meglio Alfredo). Per Gennaio si prospetta un grande colpo: Pato, Stuani o ............
Ecco la rosa:





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8 novembre 2007
BARLETTA - FAI GOL ANCHE TU: DAI UNA MANO ALLA SOLIDARIETÀ!
A Barletta sabato 17 novembre 2007 presso la stadio comunale Puttilli si disputerà l'incontro di calcio per beneficenza con la partecipazione di diversi volti dello schermo televisivo: il ricavato sarà devoluto interamente a diversi enti.
Scopo dell'evento è infatti puramente solidaristico, l'intero incasso sarà devoluto ai seguenti soggetti:
- casa di riposo "Regina Margherita" di Barletta
- casa famiglia UNITALSI di Barletta
- adozione di un bambino a distanza affetto da HIV.



Per ulteriori informazioni chiamare il n° 340 3322544 - Michele Dibenedetto (organizzazione)

Grazie per la collaborazione!

Associazione MEDITA


www.comitatoprocanne.com





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8 novembre 2007
Diritti tv, niente accordo, la parola passa al governo!
La lunga giornata in Lega è culminata con una proposta della serie A che avrebbe elevato l'offerta alla B, ma per i presidenti di quest'ultima non abbastanza. L'assemblea del campionato cadetto sfiducia Matarrese, ma esclude uno "sciopero" del campionato
Adriano Galliani, nato il 30 luglio 1944. Ansa
Adriano Galliani, nato il 30 luglio 1944. Ansa
MILANO, 8 novembre 2007 - Diritti tv, tutto da rifare. "Abbiamo fatto una proposta alla serie B e abbiamo appreso in questo momento che non è stata accettata - ha affermato Adriano Galliani all'uscita degli uffici di via Rosellini -. Cosa succederà? Da parte nostra riteniamo di aver fatto tutto quanto era possibile per cercare di andare incontro alla serie B. Il campionato cadetto ritiene che questo nostro sforzo non sia sufficiente e quindi niente. Possibili scenari? Non lo so. I decreti attuativi si chiamano così perchè li attua il Governo e quindi li farà il Governo che peraltro ha ricevuto la legittima delibera dalla serie A. L'accordo della settimana scorsa è di certo valido. Per il resto, non sono un indovino". Sulla stessa lunghezza d'onda di Galliani si è espresso Urbano Cairo: "Senza entrare nei dettagli, quello che avevamo proposto ai consiglieri di serie B era di gran lunga migliorativo rispetto alle condizioni attuali".
A chiusura dell'assemblea della B, che ha sfiduciato "politicamente" Matarrese, è stata esclusa l'ipotesi di uno sciopero del campionato, adombrata durante la giornata.
gasport

Sui diritti tv ruota il futuro del calcio e delle società. Bisogna trovare al più presto una soluzione che accomuni tutti.
Mi spiace scrivere con così poca frequenza, ma sono molto occupato in questo periodo.




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5 novembre 2007
Addio al Barone Liedholm
L'ex tecnico di Roma e Milan è scomparso all'età di 85 anni. Capitano della nazionale svedese vicecampione del '58, da giocatore in Italia ha vinto 4 scudetti, da allenatore due, uno col Milan e uno con la Roma
Nils Liedholm in una recente visita alla Gazzetta. Liverani
Nils Liedholm in una recente visita alla Gazzetta. Liverani
MILANO, 5 novembre 2007 - Nils Liedholm è morto. L'ex tecnico svedese di Milan e Roma è scomparso all'età di 85 anni a Cuccaro, nel Monferrato, dove viveva. Da giocatore è stato capitano della nazionale svedese vicecampione del mondo nel '58. Da giocatore in Italia ha vinto 4 scudetti, da allenatore due, uno col Milan e uno con la Roma.
Pubblichiamo una recente intervista di Nils Liedholm col nostro Luigi Garlando:
Il buon vino che esce dalle cantine Liedholm vale da copertura. Come i fiori per il Gruppo TNT. In realtà a Villa Boemia si continua a produrre ottimo calcio. Prendete questi quattro pali piantati in giardino. "I miei nipoti giocano uno contro uno. Io sto con chi è in possesso di palla. Paolo, 15 anni, ha il mio sinistro, ma gli piace studiare, forse diventerà giornalista. Andrea, 10 anni, fa cose che a me non riuscivano a 15: palla sotto la suola e via. Io gli dico i numeri: 8, 0... E lui, palla al piede, disegna quei numeri sul prato. Gli alleno il dribbling, la tecnica, prima che qualche allenatore gli imponga una partita a due tocchi". Nils Liedholm, insegna calcio doc quando pensa, quando ricorda, quando respira. Perciò non lo interrompiamo più.
ROMA - "Paolo è milanista, Andrea tifa Roma. Totti, con Del Piero, è il miglior giocatore italiano: ha la tecnica di Rivera, in più il peso, che però non gli toglie agilità. Cassano ha fantasia anche quando parla e scherza. Deve imparare quando è il momento di stare serio. Finché sono rimasto io a Roma non c' era ancora riuscito. Ma l' importante è quella fantasia. A me diverte anche quando parla".
ZLATAN - "Ero a Norrkoping con mio figlio. Volevamo andare a vedere Ibrahimovic che giocava in B. Ne parlavano un gran bene. Ci fermò un contrattempo. Il giorno dopo leggemmo che aveva sputato agli avversari. Era il capo di una banda di strada a Malmoe. Ora mi dicono che è migliorato. È bravo".
MILAN - "Di Ancelotti ricordo soprattutto le urla di dolore quando in spogliatoio gli manipolavano il ginocchio operato mentre noi ci allenavamo, alla Roma. Quel dolore lo ha reso più forte. Anche contro le critiche che ha sopportato. E' stato bravo a inventarsi Pirlo in quella posizione: io avevo dei dubbi, invece il ragazzo si è dimostrato più guerriero di quel che pensavo. E partendo da dietro ci guadagna. Il Milan può cambiare spesso assetto, è imprevedibile. Ha fatto vedere un calcio di qualità, apprezzato anche all' estero".
CATENACCIO - "Ma non si deve criticare solo il catenaccio. Ci si difende anche a centrocampo, con mille falli tattici. Io ripetevo ai miei giocatori: se fai fallo sbagli due volte. La palla resta a loro e mandi un messaggio di debolezza. Io mi allenavo molto, contro un giocatore o due, per portar via palla senza fare fallo".
LA PRIMA - "Nel ' 79-80 vincemmo la coppa Italia, dopo aver battuto 4-0 il Milan a San Siro, nei quarti. Se Rivera quel giorno disse: "Potevo sperare solo nella nebbia", significa che la mia Roma giocò proprio bene. Avevo un gran gruppo. Avevo Ancelotti. Capello era nel Milan e segnò al ritorno. Era il Milan della mia stella. C'era Novellino che, quando sedeva vicino a me in panchina, parlava sempre: segno che sarebbe diventato un buon allenatore".
LA SECONDA - "Nell' 80-81 vincemmo in finale col Torino, ai rigori. Il primo lo tirò Ancelotti, l'ultimo Falcao, che non ne aveva calciato uno da quando aveva 13 anni. Era molto sensibile Paulo. Era un leader strano. Consigliava al leader vero le cose da dire in spogliatoio. Sapevo che avrebbe sofferto quella passeggiata da centrocampo al dischetto, con 3 miliardi di occhi addosso. Perciò lo tenni fuori dalla lista dei rigoristi contro il Liverpool. Sbagliarono anche due campioni del mondo. Quella passeggiata pesa. Nell' 84 avevamo perso ai rigori anche un torneo in Olanda. Doveva calciare Cerezo, ma aveva già regalato la maglia a degli handicappati. Inzaghi che ruba rigori a Pirlo? Deve tirare sempre il rigorista, perché l' eventuale errore rende nervosa tutta la squadra. Io una volta calciai un rigore così forte di sinistro, all' incrocio, che il portiere della Triestina non credo l' abbia visto. Ma in genere la piazzavo".
LA TERZA - "Sette giorni dopo la sconfitta col Liverpool, affrontammo il Milan all' Olimpico. Ci aspettavamo lo stadio vuoto, trovammo sessanta mila ad applaudirci. Quella passione ci diede la carica per vincere la finale di coppa Italia contro il Verona di Bagnoli".
ANGOLI - "Quando conobbi mia moglie, le dissi: "Noi svedesi abbiamo inventato la ginnastica". Non c' è mattina che non abbiamo fatto ginnastica insieme. Guardatela: sembra una ragazzina. Io, come ogni estate, mi allenerò a Valdemarsvik, sul campo dove ho iniziato, con i miei vecchi amici. Siamo rimasti in 2-3. Ogni estate calcio 5 angoli da destra e 5 da sinistra, mirando la porta. L' ultima volta ho fatto due gol da destra e due da sinistra". Meglio un angolo di Liddas che tutte le lavagne del mondo.
gasport

Un grande !



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30 ottobre 2007
Rosina-Del piero duo vincente !
Alexandre Pato, un

 Vittoria straordinaria per la mia squadra. Prestazioni convincenti in ogni reparto. Chiedere di più non si può. Mi auguro di allungare sulle squadre che mi seguono e da oggi c'è un arma in più: DAVID DI MICHELE. Non posso chiedere di più dalla mia squadra, i risultati ottenuti sono ottimi anche se la classifica mi penalizza. Basterebbe un pizzico di fortuna in più.


Hattori Hanzo
0
B-Zona 2
buffon
2,5
handanovic 6,5
terlizzi
6
zanetti 6
cribari
5,5
maicon 7
pasqual
6
juan 6,5
figo
sv
rosina 9,5
bresciano
6
leon 5,5
semioli
6
cozza 5
perrotta
5
seedorf 5,5
vucinic
9,5
mutu 6
crespo
sv
delpiero 9
zalayeta
6
dinatale 8,5






TOT:
65
TOT: 75
PANCHINA


PANCHINA
coppola


chimenti
mexes


cordoba
kaladze


maxwell
cambiasso
6
natali
donadel


leon
bherami


ferreira pinto
montella
6,5
tavano


PUNTI GIORNATE GOL FATTI GOL SUBITI
BOMBERS 16 9 13 -9
B-ZONA 15 9 17 -13
WINX 15 9 11 -11
DON CORLEONE 14 9 14 -12
X^ MAS 14 9 12 -10
HATTORI HANZO 12 9 11 -9
RAMS 23 11 9 9 -11
CASSANO'S 1 9 6 -16





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28 ottobre 2007
VERGOGNA!!!!
Sono stufo di assistere a certe prestazioni arbitrali. Rosetti sei un figlio di p......!!!! Vai a fare in c.......!!!!!!!!! e non per il rigore inesistente con espulsione, ma x tutto quello che avevi fatto prima!!!!
Giocarsi la champions league è meglio solo perché non si vedono certi arbitri CORROTTI !!! Ci avete rotto le scatole!!!
Le prestazioni mediocri della squadra sono criticabili fino ad un certo punto...La domenica me ne vado al parco anzichè essere preso per il culo!!!!......e aspetto il mercoledi....come l'anno scorso !!!! 



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24 ottobre 2007
Diamo voce alla protesta! Ecco il manifesto GRILLO








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22 ottobre 2007
DISEGNO DI LEGGE SULL'EDITORIA, UN FUOCO DI PAGLIA?

Riflessioni sulla nuova disciplina dell'editoria e delega al Governo per l'emanazione di un testo unico sul riordino della legislazione nel settore editoriale.


In queste ore la rete è in subbuglio a causa di una proposta di legge recentemente varata dal Governo, ossia il famigerato Testo Unico sul riordino della legislazione nel settore editoriale: decine di blog e di testate on line riprendono la notizia, e già cominciano a nascere le prime petizioni e relative catene di sant'antonio atte allo scopo di abrogare quella che ormai è diventata la nuova legge approvata.


La pietra dello scandalo è, giustamente, l'imperizia nella stesura del testo: la vaghezza della definizione di prodotti editoriali (soprattutto per quel che concerne le pubblicazioni a mezzo internet) e l'obbligatorietà di iscrizione al ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione) e relativa mole di scartoffie contingenti hanno ingenerato innumerevoli timori. Lo spauracchio di dover rispondere in solido per tutto ciò che viene pubblicato on line (anche senza fini di lucro) ha fatto il resto.


Chiunque abbia uno spazio on line in cui pubblica ciò che gli passa per la testa si è sentito chiamato in causa, complici i tentativi di limitare la libertà di espressione degli utenti messi in atto dai vari governi su pressione delle major disco-cinematografiche.


La domanda che sorge spontanea nell'apprendere del contenuto di questo disegno di legge è perchè mai si sia deciso di varare una così assurda proposta di legge.


Il Comunicato del Consiglio dei Ministri è, se possibile, ancor più vago dello stesso progetto di legge. Si dice infatti che è stato approvato "un disegno di legge per la nuova disciplina dell'editoria quotidiana, periodica e libraria, che conferisce al Governo una delega per l'emanazione di un testo unico finalizzato al riordino dell'intera legislazione del settore al fine di promuovere un crescente pluralismo e un maggiore sostegno all'innovazione, all'occupazione, alla trasparenza delle provvidenze pubbliche".


Già consultando il comunicato stampa in merito al parere sullo schema di disegno di legge si riesce a trovare qualche riferimento normativo degno di nota: l'art.1, comma 1247 della Legge Finanziaria 2007 spiega che la riforma della disciplina del settore è "indirizzata a sostenere le possibilità di crescita e di innovazione tecnologica", "in coerenza con gli obiettivi di finanza pubblica".


L'esigenza di disciplinare le responsabilità dei siti editoriali in Internet nasce da molto lontano e generalmente concerne le modalità di erogazioni delle provvidenze in favore dell'editoria. Il tortuoso iter burocratico rende spesso necessaria la pubblicazione di circolari esplicative sulle modalità di erogazione dei contributi stessi.


Forse l'intento perseguito dal Consiglio dei Ministri non era, in origine, poi così malvagio: probabilmente hanno tentato (maldestramente) di includere testate giornalistiche che esistono esclusivamente on line o associazioni no profit nell'elenco dei beneficiari.


O forse è un abilissimo tentativo di infilare un po' ovunque restrizioni alle libertà degli utenti Internet, stroncandole sul nascere: non ce n'è bisogno, perchè oggigiorno la libertà di parola è strettamente proporzionale al numero di persone che leggono quanto viene postato.


Basta una diffida, e il materiale sconveniente sparisce seduta stante. Molte volte è sufficiente una mail con la minaccia di diffidare chi, amatorialmente, pubblica le proprie opinioni: costa molto meno rimuovere una pagina che sostenere le spese degli avvocati.


Se per assurdo, vista l'imperizia nella stesura delle leggi attinenti alla regolamentazione della rete, il disegno di legge venisse presentato alla Camera, venisse discusso ed emendato (senza le opportune correzioni), poi votato e approvato dalla Camera stessa, per poi approdare in Senato così com'è adesso; e se al Senato venisse discusso, votato e approvato senza alcuna modifica (altrimenti bisognerebbe ritornare alla partenza senza passare dal via, come al gioco del Monopoli) per poi finire sul tavolo del Presidente della Republica, venire promulgato e successivamente pubblicato in Gazzetta Ufficiale, allora sì che questo Testo Unico potrebbe diventare una legge capestro per l'intera rete.


E non sarebbe comunque ancora detta l'ultima parola, visto che non siamo nuovi a leggi poco chiare quali la norma per il deposito legale dei documenti di interesse culturale destinati all'uso pubblico, che ha richiesto un'espressa rettifica per esentare dall'invio delle cosiddette copie d'obbligo (cartacee) l'intera internet ospitata su italici server.

www.zeusnews.it



permalink | inviato da mexicangol il 22/10/2007 alle 20:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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